La storia di Matteo

Pubblicata il 10 Gen 2020

Era il 25 settembre del 2008 quando il TG3 Campania trasmetteva la notizia della nascita di un bambino di nome Matteo, affetto da focomelia, nato senza braccia e senza gambe.

Con la notizia, un appello: “Matteo è qui in attesa che qualcuno si faccia avanti per adottarlo, per un gesto di grande amore e grande coraggio”.

A quell’appello hanno risposto Tommaso e Pina, già da qualche tempo in lista d’attesa per l’adozione.

Alla giovane coppia di San Giorgio a Cremano è bastato uno scambio di sguardi per prendere la decisione che avrebbe cambiato per sempre la loro vita e quella del piccolo Matteo.

Ecco le parole ed il racconto di Tommaso, il papà di Matteo:

“Matteo significa dono di Dio, e quel dono me lo sono andato a prendere io! Con una telefonata alla Direzione Sanitaria all’Ospedale di Pineta Grande di Castel Volturno è iniziato il nostro viaggio, frutto di un disegno divino che ha fatto di noi tre la Famiglia Castaldo.

Non siamo una famiglia perfetta: ci arrabbiamo, litighiamo, abbiamo i nostri alti e bassi. A chi dice che abbiamo compiuto un gesto eroico, rispondiamo che tutti sono capaci della nostra stessa buona volontà, e che se Dio non avesse scelto noi, avrebbe affidato Matteo a qualcun altro, portando a termine il suo disegno comunque.

Ma per fortuna ha scelto noi, aprendo le porte di casa nostra alla gioia più grande. Siamo infinitamente grati per tutti i momenti significativi che hanno scandito questi meravigliosi 11 anni. Primo fra tutti, il momento in cui il giudice ha decretato l’adottabilità di Matteo e ha stabilito che il suo cognome sarebbe stato il mio, Castaldo.

Ma la verità è che Matteo era già nostro, sin dal momento in cui lo abbiamo visto per la prima volta in Tv. Il giudice ha solo definito in termini “terreni” quello che Dio aveva in serbo per noi tre sin dal principio. Era il 28 ottobre 2008 e, nel giro di una settimana, abbiamo preparato tutto l’occorrente per la cura di un neonato.

Il 3 novembre Matteo era già a casa nostra e abbiamo capito subito che con i suoi “monconcini” avrebbe fatto miracoli.

Oggi Matteo scrive, mangia, gioca alla playstation, con il tablet, il telefono e per noi ogni giorno per noi c’è una piccola vittoria da festeggiare.

Ha messo le prime protesi alle gambe quando aveva quasi un anno: che gioia nel vederlo camminare! E per questo dobbiamo ringraziare l’Associazione Bimbi in Gamba di Alex Zanardi.

Da anni, Matteo è diventato la mascotte della FIN Campania; frequenta la scuola di nuoto, anche la Piscina Federale dell’Albricci e nell’acqua riesce ad essere libero nel suo movimento. Ha padronanza del galleggiamento e della respirazione, è un vero “pesciolino”.

Matteo ama anche il calcio e a modo suo si fa valere.

Quanti viaggi, quante emozioni, quante giornate spensierate! Con Matteo abbiamo fatto di tutto: vacanze al mare, in montagna, preghiere, discoteca, sport, passeggiate, studio, impegni sociali.

Nulla ci ha impedito di fare la nostra vita. Le sue difficoltà non ci sono mai pesate, fanno parte di noi; dal momento in cui lo abbiamo conosciuto, le sue difficoltà sono diventate le nostre, e insieme abbiamo iniziato quel viaggio unico che tutti chiamiamo vita.

Abbiamo trovato più impedimenti nella mente della gente…

Ma con Matteo il motto della nostra famiglia è diventato “Non temere c’è sempre una soluzione”.

Ringraziamo chi ci ha dato la possibilità di testimoniare che tutto è possibile e che per tutti è possibile compiere un gesto come il nostro.

Abbiamo piacere di condividere la nostra storia, non per essere trattati come degli eroi, ma perché il nostro seme faccia fiorire le adozioni senza condizioni!

Ma soprattutto ringraziamo Matteo che ci accompagna nel viaggio della nostra vita.